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Edward: Ci giudicano. Posso vederlo nel modo in cui ci guardano. Dovrei liberarmi di tutti loro tranne che di te.
Guinness: Così io dovrei lavorare tutto il giorno invece che fare l'amore con te.
Edward: L'arte non giudica. La invidio. La vita in due dimensioni. Bloccata nell'eterna bellezza. Guardando il mondo che va avanti, privo di pettegolezzi e del dolore degli uomini a tre dimensioni. Li adoro sai? I dipinti. Ancor di più di quanto ami te.
Guinness: Smettila di parlare, e fa l'amore con me.

Guinness è un personaggio ricorrente della sesta stagione di American Horror Story, ed è interpretato dall'attore Henderson Wade. Edward Philippe Mott aveva una relazione romantica con uno dei suoi schiavi, Guinness, un giovane e bel ragazzo sempre attento ai bisogni del suo signore. In breve tempo però Edward venne preso di mira dagli spiriti che abitavano la casa e in passato, la colonia di Roanoke. Guinness, talentuoso nell'arte, deliziava sempre il suo signore dipingendo per lui dei ritratti. Dopo la misteriosa morte di Edward, Guinness scappò con uno dei cavalli, e successivamente il giovane finì in carcere con l'accusa dell'assassinio del suo padrone e di averne nascosto il cadavere. Però, dimenticò di dire a chiunque dei servi chiusi nella camera sotterranea.

BiografiaModifica

Sesta StagioneModifica

Chapter 5

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La rinomata storica e dottoressa Doris Kearns Goodwin è ospite del programma televisivo "My Roanoke Nightmare". Davanti alle telecamere, racconta la storia della casa colonica in cui si sono svolte le vicende dei coniugi Miller. L'abitazione fu costruita nel 1792 da Edward Philippe Mott, al 900 di Sappony Road, un luogo sicuramente colmo di sofferenza. Anche tra i ricchi di quel tempo, Edward Mott era invidiato per la sua enorme ricchezza. Doris si sofferma in particolare sulla storia del signor Mott, un giovane uomo che ad oggi verrebbe definito come "sociopatico", odiava avere gente attorno, così si allontanò il più possibile dalla frenesia di Philadelphia tra i boschi del Nord Carolina sulle rive del fiume Roanoke. Qui fece costruire la propria casa, lontano dalla moglie e dai figli, un luogo in cui avrebbe potuto vivere da solo con le sue amate opere d'arte. Doris spiega che ci furono numerosi incidenti durante la costruzione della casa, storie molte strane. Edward aveva una relazione romantica con uno dei suoi schiavi, Guinness, un giovane e bel ragazzo sempre
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attento ai bisogni del suo signore. Guinness, talentuoso nell'arte, delizia sempre il suo signore dipingendo per lui dei ritratti. Mentre fanno l'amore nella vasca da bagno, Edward rivela a Guinness di invidiare l'arte, un mondo che perpetua nell'eterna bellezza, privo di pettegolezzi e del dolore degli uomini a tre dimensioni. Nei giorni successivi, secondo quanto raccontato da Doris, le cose iniziarono a diventare strane, entità malefiche cominciarono a perturbare la tranquillità della casa. Una notte infatti, tutti i dipinti e le gallerie d'arte di Edward vennero vandalizzati. Così riunisce tutti i suoi servi nel salone per cercare di scoprire la verità. Poichè nessuno dei presenti confessa di essere il colpevole, Edward li fa rinchiudere tutti in uno scantinato nudi, senza cibo e ne acqua, finchè il colpevole non verrà fuori.


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La stessa notte, il signor Mott venne rapito dagli spiriti dei coloni di Roanoke e portato al cospetto della vera signora di quelle terre, La Macellaia. La donna consacra con il suo sacrificio la terra, durante una notte di Luna di Sangue, impalandolo e successivamente bruciandolo vivo. Doris spiega in seguito che in mezzo a tutto questo caos, Guinness scappò con uno dei cavalli, e che successivamente il giovane finì in carcere con l'accusa dell'assassinio del suo padrone e di averne nascosto il cadavere. Però, dimenticò di dire a chiunque dei servi chiusi nella camera sotterranea. La casa rimase di proprietà della famiglia Mott per più di un secolo, ma si diceva che la follia scorreva nel sangue della famiglia. La dinastia, spiega Doris, si concluse con uno scandalo quando l'ultimo Mott morì nel sud della Flora nel 1952; da quel momento la casa fu comprata e venduta più volte, ma nessuno vi rimase a lungo.

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